Chi sono

Sono uno smanettone tecnologico prestato al variegato e complesso mondo dell’informatica. Scrivo, leggo, faccio cose. Sono un sognatore, un confusionario, una scheggia impazzita. Vivo tra le code: quelle di stampa che non si cancellano facilmente e quelle ancora più complesse di questa città, da cui scappo la sera per tornarci il mattino seguente.

Da bambino sognavo di fare radio e in parte ce l’ho fatta. Se, pare vero. Traduco: non c’è niente di vero. Le cuffie mi abbracciano ogni mattina ma non ho ascoltatori. Parlo, aiuto, mi collego, pingo. Non mando jingle ma onde nello spettro elettromagnetico che danno assistenza informatica. Ricevo pochi sms, zero dediche, qualche soddisfazione e perché no anche qualche insulto ma tant’è che non mollo e continuo a battermi ogni giorno per sopperire alle lacune digitali, capacità imprescindibili in una società che assegna alla tecnologia un ruolo sempre più pervasivo.

Il blog è questo. Vivere digitale è soprattutto questo: scolarizzazione informatica e tecnologica, aiuto, condivisione. Per me è anche un modo come un altro per vedere oltre il muro nero del prompt. Amo la montagna, la libertà, la Roma. Giulia. Soprattutto Giulia. Paziente ed equilibrata. Il mio gruppo di continuità nei periodi così, quando la vita prova a toglierti energia.

Stimo Salvatore Aranzulla. O meglio, lo stimavo prima che iniziasse a dedicare il suo tempo e la sua professionalità per redigere contenuti del tipo come spedire con Poste Italiane.

Dedico queste pagine alla memoria di mia madre. Onesta e instancabile lavoratrice, donna d’altri tempi, gentile, disponibile. Mi ha dato la vita e con i suoi insegnamenti mi ha imparato a conviverci con educazione e rispetto. A 56 anni è andata via lasciandomi in dono una visione del quotidiano stravolta.

Potrei aggiungere altro, ma prima portatemi una birra.

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